Eh, signori, un romanzo è uno specchio che uno porta lungo una strada. Ora riflette l'azzurro dei cieli, ora il fango dei pantani. E voi accuserete d'immoralità l'uomo che porta lo specchio nella sua gerla? Il suo specchio mostra il fango, e voi accusate lo specchio! Accusate piuttosto il pantano, e più ancora l'ispettore stradale che lascia stagnare l'acqua e formarsi il pantano.
- Il Rosso e il Nero, Stendhal

Liebster Award 2016

Liebster Award 2016

LIEBSTER
Ricevere questa nomina mi ha molto lusingata perché permette ai piccoli blog di poter essere conosciuti. Direi di iniziare subito!

1. RINGRAZIA CHI TI HA NOMINATA
Ringrazio di cuore http://illibrosullafinestra.blogspot.it/ per avermi nominata.

2. SCRIVI QUALCOSA RIGUARDO UN BLOG CHE SEGUI
Un blog che mi piace tanto è http://lodoredeilibri7.blogspot.it/. Mi piacciono molto il modo in cui vengono scritti i post e come viene organizzato tutto il blog.


3. RISPONDI ALLE DOMANDE DEL BLOG CHE TI HA NOMINATA
11 COSE SU DI ME:
1) Preferisco di gran lunga i libri cartacei agli ebook.
2) Non riesco a vedere i film in lingua originale con i sottotitoli perché odio dover perdere tempo leggendo cosa stanno dicendo invece di guardare la scena.
3) Non mi piace leggere i libri che mi prestano altre persone perché mi si spezza il cuore quando devo restituirli.
4) Potrei vivere bevendo solo thè.
5) Ho una fissa per i gatti, anche se i miei non vogliono prendermene uno.
6) Sono terrorizzata dagli insetti, dai ragni e dal buio.
7) Vorrei poter visitare tutto il mondo.
8) Indosso soprattutto cose nere.
9) Guardo tantissime serie tv e riesco anche a vedere dieci episodi al giorno.
10) AMO la pizza, specialmente quella col salame piccante.
11) Quando sono triste, dormo con il mio adorato peluche di Stitch ahahahah.

4. SCRIVI 11 COSE SU DI TE
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5. LE 11 DOMANDE CHE VI PONGO
1) Qual è il tuo film preferito?
2) Quali attori preferisci e quali non sopporti proprio?
3) Quali libri consiglieresti?
4) Quando hai aperto il tuo blog?
5) Lavori o studi?
6) Di solito sottolinei le frasi che ti piacciono nei libri?
7) In che momento della giornata preferisci leggere?
8) Hai mai prestato un libro a qualcuno e non l’hai più riavuto indietro?
9) Compri i dvd dei film che ti piacciono?
10) Quanti libri hai letto in tutta la tua vita fino ad ora?
11) Compri libri usati?

6. NOMINA 11 BLOG CON MENO DI 200 ISCRITTI
1. http://everybookhasitsstory.blogspot.it/
2. http://scaffalidariscrivere.blogspot.it/
3. http://ilgiardinosegretodigretel.blogspot.it/
4. http://laletteraturadieva.blogspot.it/
5. http://icummari.blogspot.it/
6. http://amicheperilibri.blogspot.it/
7. http://laspacciatricedilibri.blogspot.it/
8. http://bibliotecadietrolangolo.blogspot.it/
9. http://addictedloversthousandlives.blogspot.it/
10. http://raggywords.blogspot.it/
11. http://suitcasedilibri.blogspot.it/

Buon divertimento!
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Io prima di te, recensione

Io prima di te, recensione

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Ciao a tutti! Oggi posto finalmente la recensione di Io prima di te, uscito nelle sale italiane il 1 settembre di quest’anno e tratto dall’omonimo libro di Jojo Moyes (che peraltro spero di leggere al più presto).

Il film parla di Louisa (Lou) Clark, una ragazza costretta a lavorare per aiutare la propria famiglia economicamente, visto che suo padre ha perso il lavoro. Dopo essere stata licenziata, riesce a trovare il posto come assistente di Will Traynor, un ragazzo che, a causa di un incidente, è costretto a stare sulla sedia a rotelle. La relazione che inizialmente si instaura tra i due è conflittuale, in quanto Will, che non accetta la sua condizione, non vuole essere aiutato da Lou, che trova anche stramba e troppo chiacchierona e invadente.

Col passare del tempo, però, i due si avvicinano molto; Lou fa di tutto per trovare dei modi per convincere Will a non scoraggiarsi per la sua malattia e a trovare nuovi motivi per continuare a vivere e alla fine, come potete ben vedere dal trailer, si innamorano. (Non voglio dirvi di più per non spoilerarvi il resto della storia in caso non aveste letto il libro o non aveste ancora visto il film).

Prima di vedere il film ho guardato e riguardato migliaia di volte i numerosi trailer e, mi tocca ammetterlo, mi hanno fatta commuovere; quindi mi aspettavo di piangere anche vedendo il film, cosa che puntualmente è successa (perdonatemi, ma sono una romanticona e la maggior parte delle volte che guardo film d’amore, mi trasformo praticamente in una fontana).

Il film è divertente e spiritoso e il personaggio di Lou è esilarante e adoro il modo in cui Emilia Clarke lo ha interpretato. A mio parere, è stata perfetta, sia per quanto riguarda l’interpretazione sia per la mimica facciale, azzeccatissima e buffissima; questo ruolo, inoltre, mi ha permesso di scoprire una nuova Emilia, completamente diversa da quella mostrata in Game of Thrones (anche se l’adoro anche quando interpreta Daenerys Targaryen). Inoltre, ho letto molti giudizi positivi riguardo quest’attrice da parte di chi ha anche letto il libro: infatti, dicevano che era tale e quale alla protagonista del libro e che non ci sarebbe potuta essere un’interpretazione migliore.

Sono molto contenta anche dell’interpretazione di Sam Claflin; oltre a essere un bell’uomo (anche se lo preferisco senza barba e capelli lunghi), è anche un grande attore e l’avevo già amato in Hunger Games, ma soprattutto in Scrivimi ancora.

Oltre far ridere e piangere, il film trasmette numerosi messaggi che invitano a vivere la vita al cento percento (anche se a volte risultano abbastanza scontati) e volti soprattutto da Will. Egli li rivolge in particolar modo a Lou, perché pensa di essere un ostacolo per lei e di non permetterle di vivere la vita come meglio dovrebbe proprio perché deve accudirlo.

Mi aspettavo, però, frasi  o discorsi strappalacrime ed esageratamente sdolcinati, ma così non è stato e questo è un ulteriore punto a favore del film in quanto non riesco a reggere storie di quel genere (esempi lampanti sono i libri di Moccia o di Sparks).

Voto finale: 8,5/10

Scrivetemi nei commenti cosa ne pensate!
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A modo mio, Viola Raffei - recensione

A modo mio, Viola Raffei – recensione

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Buona sera lettori! Oggi posto finalmente la recensione di A modo mio di Viola Raffei, il cui ebook mi è stato gentilmente inviato dalla scrittrice stessa. Potete acquistarlo qui e contattare l’autrice qui e qui.

Julie è una bellissima ragazza di 25 anni che sta per laurearsi in agraria, quando incontra Leonardo, uno splendido e affascinante giovane che le sconvolge letteralmente la vita e soprattutto i sensi: sa fare l’amore come nessuno prima di lui! Le cose, però, non vanno come lei sperava e la comparsa di un nuovo ragazzo, Gabriele, mescolerà le carte rendendo tutto assai complicato e difficile.Si ritroverà in mezzo a due fuochi senza sapere che direzione prendere. Riuscirà l’amore a indicarle la strada giusta? Tra amori, lacrime, baci, sesso, Julie capirà con chi vorrà vivere il resto della sua vita.

A modo mio
è un erotico rosa e si consiglia la lettura a un pubblico esclusivamente adulto.

Ho apprezzato molto questo libro e sono riuscita a leggerlo in pochissimi giorni. La storia era abbastanza coinvolgente, anche se non era molto originale. Si parla, infatti, di Julie, una ragazza che prova attrazione per due ragazzi completamente diversi tra loro, il diavolo (Leonardo) e l’acqua santa (Gabriele) e nonostante sia una situazione già vista e rivista in altri libri o film, attira lo stesso l’attenzione del pubblico perché, ammettetelo, a chi non è mai successo di essere in confusione totale in quanto attratti da due persone diverse?

I vari eventi narrati, poi, portano il lettore a tifare una volta per Leonardo e una volta per Gabriele, anche se devo ammettere che fin dall’inizio ho preferito di gran lunga Leonardo che, peraltro, mi ricordava molto Christian Grey, e mi aspettavo che il libro avrebbe avuto un lieto fine proprio come nella saga di Cinquanta sfumature.

Un altro elemento che ho trovato comune sia a Leonardo che a Mr Grey è stato il rapporto tra loro e le loro madri; infatti, entrambi hanno avuto un brutto rapporto durante l’infanzia con le loro madri e questa cosa ha influenzato le loro relazioni con le donne durante l’età adulta.

Ho gradito, inoltre, il fatto che le scene più hot non fossero esageratamente spinte e volgari quanto quelle narrate in Cinquanta sfumature, anche se a volte tendevano ad essere un po’ troppo ripetitive e monotone.

In questo libro, però, non si parla solo di amore e sesso, ma anche di amicizia; infatti, Julie è affiancata da Nicoletta, la sua migliore amica che conosce da molti anni e che è sempre pronta a supportarla, a consolarla e a renderla felice, anche nel momento in cui Nicoletta è costretta a trasferirsi da Roma a Milano per lavoro. Julie e la sua amica, però, sono totalmente l’opposto: Julie, infatti, crede nel principe azzurro e i suoi desideri più grandi sono quelli di sposarsi e avere dei figli; Nicoletta, invece, ama divertirsi, è più libertina e non crede possa esistere l’uomo perfetto.

Detto ciò, vorrei consigliarvi questo libro solo se amate questo genere di storie e se volete leggere qualcosa di poco impegnativo, ma allo stesso tempo accattivante.
Stavano tutti seduti attorno al tavolo a sorseggiare il the, i nonni erano completamente rapiti da quello che aveva da dire il loro adorato nipote e in altre circostanze lo sarebbe stata anche lei, ma non oggi. Purtroppo quella frase detta così a bruciapelo “non vorrei illuderli” le riecheggiava in testa come una strana cantilena, forse era davvero il caso di non illudersi, una serie di atroci dubbi si stavano impossessando di Julie. Che stesse combattendo una battaglia contro i mulini a vento come Don Chisciotte? Lui non avrebbe mai capitolato, non era capace di amare nessuno se non se stesso, tutta la rabbia che gli aveva visto negli occhi mentre parlava della madre era convinta che fosse per tutte le donne in generale, a quel punto potrva spiegarsi tutti i suoi comportamenti e il suo modo di sfruttare il gentil sesso. Fu in quel preciso istante che tutto le fu estremamente chiaro: voleva molto di più per se stessa, avere la sola speranza che sarebbe potuto funzionare fra loro non era più sufficiente.

Voto finale: 7/10

Cosa ne pensate? L’avete già letto o lo leggerete? Fatemelo sapere nei commenti!
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Teaser Tuesday #1

Teaser Tuesday #1


Ciao a tutti! Oggi inizio una nuova rubrica che avevo già scoperto spulciando su altri blog. Ogni martedì posterò la copertina del libro che sto leggendo insieme ad un breve stralcio preso da una pagina a caso, cercando di non farvi spoiler. In questo modo potrei magari incuriosirvi e convincervi a leggere il libro da me proposto.
Attualmente sto leggendo A modo mio di Viola Raffei, che l’autrice stessa mi ha gentilmente inviato e di cui a breve pubblicherò la recensione. Se volete, potete acquistare l’ebook qui

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Era talmente felice che non stava nella pelle, mandò un messaggino sia a Gabriele che a Nicoletta per informarli della novità e poi decise di andare a fare una bella passeggiata a piazza di Spagna, amava mettersi a sedere sulla scalinata e guardare le persone che passavano. Si stava bene quella mattina, c’era un bel sole e gli scalini erano tiepidi, ricordava il primo giorno che ci si era seduta; appena arrivata con i bagagli ancora con sé, stanca dopo il viaggio, quella volta si era messa seduta a riposare, c’erano molte persone quel giorno che salivano e scendevano la scalinata e altre persone che riempivano la piazza, in quel preciso istante si era innamorata di Roma e il guardare il tran tran degli altri l’aveva rilassata e resa parte di essa. Ci andava sempre quando aveva voglia di stare sola con se stessa, era incredibile quanto le piacesse, si scattò un selfie facendo un occhiolino, pubblicò la foto su Facebook e Instagram e scrisse: oggi sto così, con il sole in fronte mentre felice canto #laruotagiraancheperme.

Che ne pensate? Lo leggerete o l’avete già letto? Fatemelo sapere nei commenti!
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Oceano mare, Alessandro Baricco - recensione

Oceano mare, Alessandro Baricco – recensione

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Salve a tutti! Quest’oggi vi parlo di Oceano mare di Alessandro Baricco. Avevo iniziato questo libro un paio di anni fa, ma l’ho abbandonato dopo averne letto poche pagine perché l’avevo trovato abbastanza “pesante”, se così si può dire. Ora capirete perché…


"Oceano mare" racconta del naufragio di una fregata della marina francese, molto tempo fa, in un oceano. Gli uomini a bordo cercheranno di salvarsi su una zattera. Sul mare si incontreranno le vicende di strani personaggi. Come il professore Bartleboom che cerca di stabilire dove finisce il mare, o il pittore Plasson che dipinge solo con acqua marina, e tanti altri individui in cerca di sé, sospesi sul bordo dell'oceano, col destino segnato dal mare. E sul mare si affaccia anche la locanda Almayer, dove le tante storie confluiscono.


Ho voluto leggere questo libro perché avevo già letto Tre volte all’alba dello stesso autore e avevo letteralmente amato le storie e il modo in cui Baricco le aveva esposte e, quindi, avevo alte aspettative per quest’altro suo libro, anche perché sul web avevo letto tantissime sue citazioni e mi avevano incuriosita molto.

Come potete ben capire dalla trama, il protagonista assoluto di questo libro è il mare, maestoso e potente, che è ciò che accomuna le storie di tutti gli altri personaggi presentati. Lo stile usato da Baricco non è affatto semplice, infatti ci sono moltissime metafore (che tendono a stancare e anche a far perdere il filo del discorso), periodi molto lunghi e persino i capitoli, a volte, possiedono tante pagine (cosa che non mi fa impazzire di solito). Vengono utilizzati molti termini in disuso nella lingua quotidiana e questo dà dei tratti poetici al libro, tanto che sembra appunto di leggere una poesia e non un romanzo.

Io sono del parere che alcuni libri, per essere compresi al meglio, possano essere letti solo in alcuni momenti precisi della vita, tanto ti entrano dentro e ti cambiano. Questo è uno di quei libri ed è per questo che la prima volta che ho provato a leggerlo, non sono riuscita a terminarlo.

Stavolta ho portato a termine la mia “missione” e sono riuscita a leggere il libro in due giorni per quanto mi ha incuriosita. Devo ammettere che, dopo aver letto i primi capitoli, non avevo capito un granché della storia e questo mi aveva demoralizzata per paura di essermi persa qualche passaggio o di non aver letto con la giusta attenzione; però, giunta a metà del libro, sono riuscita a far quadrare tutti i conti e a collegare tra loro tutte le storie raccontate.

Se avete voglia di leggerlo, sappiate che non potete farlo con l’intenzione di rilassarvi, in quanto vi impegnerà molto, ma saprà anche catturare la vostra attenzione e vi spingerà a continuare a leggere per capirci qualcosa di più. Comunque l’ho apprezzato molto, nonostante io di solito non legga libri di questo genere, ma, sinceramente, preferisco Tre volte all’alba (che vi consiglio) perché mi ha fatto letteralmente rimanere incollata al libro e mi ha fatta emozionare sul serio.

Io ti ho amato, André, e non saprei immaginare come si possa amare di più. Avevo una vita, che mi rendeva felice, e ho lasciato che andasse in pezzi pur di stare con te. Non ti ho amato per noia, o per solitudine, o per capriccio. Ti ho amato perché il desiderio di te era più forte di qualsiasi felicità. E lo sapevo che poi la vita non è abbastanza grande per tenere insieme tutto quello che riesce ad immaginarsi il desiderio. Ma non ho cercato di fermarmi, né di fermarti. Sapevo che lo avrebbe fatto lei. E lo ha fatto. E' scoppiata tutto d'un colpo. C'erano cocci ovunque, e tagliavano come lame.
-Ann Deverià


Voto finale: 7,5/10

Voi l’avete letto o avete intenzione di leggerlo? Fatemelo sapere nei commenti!
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Suicide Squad, recensione

Suicide Squad, recensione

Suicide Squad è un film uscito il 5 agosto 2016 negli Stati Uniti e il 13 dello stesso mese in Italia, scritto e diretto da David Ayer e basato su un fumetto della DC Comics.

E’ stato il primo film tratto da fumetti della DC che io abbia mai visto, perché di solito non amo i film sui supereroi o roba simile; però stavolta è stato diverso. Sono stata attratta da questo film fin dal primo trailer, uscito l’anno scorso, e ho atteso un anno intero per poterlo vedere convinta che sarebbe stato un film fantastico.

Purtroppo mi tocca ammettere che così non è stato. Con questo non voglio dire che il film sia brutto, anzi è carino, ma ha dei particolari totalmente senza senso. Vi avverto che sono presenti spoiler in questa recensione, quindi se volete, continuate a leggere, ma a vostro rischio e pericolo.

Partiamo dal presupposto che questo film parla di super cattivi (o almeno dovrebbero esserlo) rinchiusi in una galera “speciale” che vengono ingaggiati da una signora che lavora per il governo per combattere, sotto il suo controllo, contro eventuali nuovi cattivi che potrebbero attaccare la città, in quanto Superman ormai non c’è più (questo è un riferimento al precedente film Batman v Superman: Dawn of Justice tratto sempre dai fumetti della DC). Tra questi ci sono Deadshot, Harley Quinn, Capitan Boomerang, El Diablo, Killer Croc, Slipknot e, infine, Katana (l’unica, in un certo senso, buona tra loro.) Questi, allora, si ritrovano a dover combattere contro un cattivo ancora più cattivo di loro, l’Incantatrice e suo fratello senza però sapere il perché della loro missione. Ma fermiamoci un attimo: non avevamo detto che questa squadra era composta da super cattivi? E perché questi combattono contro altri cattivi? Quindi in realtà sono dei supereroi e ciò è contraddittorio.

Ma andiamo avanti. Prima di giungere dai super super cattivi, la Suicide Squad attraversa le strade di Gotham City che sono praticamente desolate. Non c’è nessuno che scappa, nessuno che urla, nessun rumore proveniente dalle case… Una città fantasma, praticamente.

Dopo poco giunge Joker, già precedentemente mostrato solo per spiegare la sua “relazione” con Harley Quinn, per salvare appunto la sua “amica” e anche nel resto del film comparirà, anche se per poco, solo perché collegato ad Harley. Questo mi ha molto deluso perché pensavo che questo personaggio avrebbe avuto una sua funzione propria e un’importanza maggiore e che sarebbe comparso più spesso nel film, visto che la maggior parte delle scene del trailer ritraevano lui.

Comunque, Deadshot scopre CASUALMENTE una cartellina che espone a tutti il perché della missione che, come avevo già detto prima, nessun membro della squadra conosceva. Poi, una volta giunti nel luogo della battaglia, tutti i componenti si trovano prima a dover affrontare il fratello dell’Incantatrice che, inizialmente fortissimo, butta a terra ognuno dei suoi avversari che, ountualmente, si rialzano in piedi come se non fosse successo niente e alla fine egli viene eliminato tramite una semplice bomba. Poi, non si sa come, gli stessi membri della squad riescono a sconfiggere la stessa Incantatrice, nonostante sia dotata di poteri sovraumani.

I “super cattivi”, quindi, ottengono un premio, ovvero uno sconto di pena di dieci anni più qualcosa da loro richiesto personalmente e Harley Quinn cosa richiede? Una macchina del caffè. E come finisce il film? Con Harley in cella che beve il suo caffè e Joker che arriva all’improvviso per salvarla. Ma scherziamo? Che razza di finale è? Avrei anche potuto chiudere un occhio su tutto il resto del film, ma questo finale mi ha fatto cambiare totalmente idea. E’ l’idea più brutta e stupida che sia mai potuta venire in mente a qualcuno.

Detto ciò, il voto finale che do al film è 6/10. Come ho già detto, non è orrendo il film, è guardabile e a tratti anche divertente, ma non il film fantastico che mi aspettavo.

Voi cosa ne pensate? Fatemelo sapere nei commenti!

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Cliché d’amore? No, grazie

Cliché d’amore? No, grazie


E’ questo il titolo di un articolo che ho letto di recente in cui vengono proposti cinque film che mostrano storie d’amore “fuori d’agli schemi” e non smielate e scontate come quelle che, negli ultimi anni, inondano i nostri cinema e i nostri televisori.
L’articolo in questione potete trovarlo qui e i film presentati (accompagnati anche da brevi descrizioni delle trame) sono:
  • Se mi lasci ti cancello
  • Revolutionary road
  • I segreti di Brokeback Mountain
  • The Danish girl
  • Vicky Cristina Barcelona

Devo ammettere che, prima di leggere questo articolo, conoscevo soltanto due dei film presentati, ovvero The Danish girl e Se mi lasci ti cancello ed è per questo che, prima di scrivere questo post, ho pensato fosse giusto vedere i film restanti.

Li ho apprezzati tutti, alcuni un po’ più di altri, anche quelli in cui ho riscontrato una narrazione molto più lenta e che non rappresentavano il genere di film da me preferito (ad esempio I segreti di Brokeback Mountain).

Ma il motivo principale di questo post non è quello di recensire ognuno dei cinque film elencati sopra, ma quello di condividere con voi la mia lista dei cinque film che parlano di storie d’amore fuori dal comune e di poter leggere le vostre.

Questa è la mia:
  • Moulin Rouge! (il mio film preferito in assoluto)
Moulin-Rouge-2001_thumb6 E’ un musical ambientato nella Parigi del 1899. Lei ballerina del locale più famoso di Parigi, lui aspirante scrittore si innamorano e, per non essere tormentati da un conte invaghito della ragazza, decidono di dare vita ad uno spettacolo teatrale la cui sceneggiatura viene scritto dallo stesso protagonista maschile del film.
E’ una storia che mostra quanto l’amore possa essere coinvolgente, travolgente e quanto possa spingere le persone a lottare più che possono pur di stare insieme, nonostante ci sia la possibilità che non tutto vada a buon fine.






  • Il lato positivo
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E’ la storia di Pat e Tiffany i quali, dopo aver avuto dei problemi a causa delle loro relazioni precedenti (ciò li fa apparire fuori di testa agli altri), si incontrano e, inizialmente, si odiano in quanto Pat vorrebbe cercare in tutti i modi di riconquistare la sua ex moglie e non voglia accettare la dura realtà mostratagli da Tiffany, ovvero che ciò non accadrà mai.
L’amore, quindi, è anche sofferenza; ciò non significa che dobbiamo continuare a guardare al passato, ma andare avanti perché d’avanti a noi è presente qualcun altro pronto ad amarci e a meritare il nostro amore.






  • La vita di Adele 
Adele conosce Emma, una ragazza lesbica, e si innamora di lei. Nasce così la relazione amorosa tra le due che si interrompe a causa di un tradimento di Adele. Ciò porta, però, Adele a non scoraggiarsi, ma a cercare di riallacciare i rapporti tra lei ed Emma anche a distanza di anni,
Anche nella mia lista, come in quella del post sopracitato, è presente una storia d’amore omosessuale. In questo caso, però, essa ci “insegna” che chi è davvero innamorato non si rassegna quando una storia d’amore finisce, nonostante la cosa migliore sia andare avanti.






  • Amami se hai coraggio

Julien e Sophie si conoscono da bambini e sono legati da un forte legame e da un gioco che li spinge a fare numerose bravate e che li tiene legati fino all’età adulta. E’ in questo periodo di tempo, ma anche grazie a questo loro gioco, che nasce l’amore tra i due, a volte, però, affrontato più come una sfida/gioco.
L’unica cosa scontata che, a parer mio, caratterizza questo film è che i due, conoscendosi fin da piccoli, si innamorino l’uni dell’altra. Per il resto è un film pieno di imprevisti e il finale vi lascerà contenti, ma con l’amaro in bocca allo stesso tempo.







  • Il favoloso mondo di Amélie
Amélie è una ragazza alquanto “particolare”, impegnatacon i suoi hobby (anch’essi abbastanza strambi), come immergere le dita nei legumi. Trova in casa sua una scatola con dei ricordi di un bambino vissuto lì precedentemente e, con l’aiuto del suo vicino, l’uomo di vetro, riesce a restituire la scatola al legittimo proprietario. Ciò la spinge ad iniziare a far del bene agli altri e questa sua scelta la porta a trovare l’amore, Nino, un ragazzo che ha la passione di collezionare le fototessere scartate.
Da ciò possiamo capire quanto l’amore non debba essere razionale, anzi la maggior parte delle volte è folle e completamente fuori di testa (come i due protagonisti, lasciatemelo dire).






Fatemi sapere cosa ne pensate di questi film!
Qual è, invece, la vostra lista?
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